Cosa è il Budo?

inabaSi ritiene che il Budo possa coltivare sia la mente che il corpo. Ma se il significato del Budo non è chiaro, allora è impossibile sapere cosa allenare e che metodo utilizzare. Nel definire il Budo è importante capire perché il Judo (la via dello Yawara/Jujutsu), il Kendo (la via della Spada), il Kyudo (la via dell’Arco), l’Aikido (la via dell’Aiki) e simili siano considerate dei Budo (vie marziali). Per poter capire, bisognerebbe avere ben chiara la differenza tra Michi (via) e Jutsu (tecnica). Linee guida ed insegnamenti di alto livello sono diventati indispensabili a questo scopo, ma se ognuno di noi non afferra individualmente durante la pratica cosa sia il Budo, allora la focalizzazione, la concentrazione e la disciplina del Budo non possono essere ottenute.

Mi piacerebbe dal canto mio poter offrire a lettori ed amici che mostrino interesse verso il Budo del materiale che funga da linea guida per il loro allenamento.

Per prima cosa vorrei stabilire la nozione di Budo come base per la discussione:

“Il Budo è lo stile di vita di chi cerca la propria “via” (Michi) nel mezzo della lotta che è la vita umana, allo scopo di mettere questa “via” in pratica.”

Nel mettere questo in pratica è di primaria importanza che si facciano propri i metodi (le tecniche di combattimento) ed il procedimento con cui allenarsi per ottenere un risultato (alta motivazione). Tutto ciò è indispendabile. Impiegando il linguaggio del Bujutsu (tecniche marziali) e del Bushido (la via del guerriero) possiamo anche ridefinire il concetto come segue:

“Il Budo è lo stile di vita del seguire il proprio Bushido mantenendo la sensazione di tensione che emana dal determinare vita e morte; e questo va messo in pratica tramite l’allenamento al Bujutsu.”

Quindi allenare il Budo include sia il Bujutsu – le tecniche, che il Bushido – lo spirito. Questo porta a chiedersi quale sia la relazione tra Jutsu (tecnica) e Michi (via).

Jutsu (tecnica) e Michi (via)

bushidoDato che seguire il Bushido (spirito) e metterlo in pratica attraverso il Bujutsu (metodi) è indispensabile, un modo per andare avanti è cercare il Michi (via) e poi immergersi nel Jutsu (tecniche). Tuttavia, in generale, chi entra in un Budojo (luogo dove si allena il Budo) comincia con allenarsi al Bujutsu (le tecniche) e solo in seguito ricerca la spiritualità. In altre parole, passano dal Jutsu al Michi e da lì, conoscendo la relazione tra Jutsu e Michi, li migliorano entrambi. Nel Budo, seguire il Michi significa arrivare a conoscere se stessi ed i propri sentimenti nel profondo e ricercare i propri valori spirituali; ciò va visto attraverso la prospettiva della cultura tradizionale, che è rappresentata al meglio nel Bushido.

Tornando indietro nel tempo, la Mononofu-no-Michi (la via del guerriero), la Tsuwamono-no-Michi (la via del soldato), la Yumiya-no-Michi (la via dell’arco e la freccia), ecc., sono storicamente il modo di vivere dei militari ed incarnano l’anima del Giappone (Yamatodamashii). Lo si è dimostrato quando il Paese è stato in emergenza.

Per questo, studiare e far propri lo spirito e le gesta dei militari giapponesi è di grande efficacia nel cercare nel profondo della nostra psiche. Questo per quel che riguarda i sentimenti profondi e la reale natura di un giapponese.

Mettendo il Michi in pratica, bisogna essere pronti a combattere, anche a morire in battaglia, a seconda delle circostanze. Questa forza dovrebbe essere lo spirito del Budo.

Un’ulteriore domanda riguarda come si dovrebbe coltivare un forte spirito che trascenda vita e morte. Qui ogni tipo di Bujutsu ha le sue caratteristiche. Ciò comunque non significa che solo il Bujutsu sia in grado di coltivare uno spirito forte. E’ innegabile che anche lo sport e diverse altre specialità possano allenare lo spirito, a seconda del tipo di ricerca spirituale di ogni individuo.

bujutsuIl Bujutsu (tecniche marziali) oggi

In antichità, i guerrieri si allenavano al Bujutsu (tecniche marziali) per poterlo mettere in pratica come strumento nel combattimento reale. Oggi, comunque, il Bujutsu è utilizzato per lo sviluppo peronale.

Sebbene determinare vita e morte tramite il Bujutsu non avvenga più, ciò non cambia il fatto che queste tecniche siano nate in periodi di guerra ed ancora contengono efficacia di combattimento reale. Sono convinto che se l’allenamento viene portato avanti con questa sensazione di tensione, è possibile ottenere le capacità ed i princìpi del combattimento e quindi coltivare un forte spirito che trascenda vita e morte.

Credo che questo sia il significato più importante della pratica del Bujutsu nella società odierna. Oggi vari tipi di “Budo” hanno sfortunatamante perso la ricerca dello spirito, sebbene la parola Michi (=”Do” – ndt) venga usata nei loro nomi. Sarebbe meglio chiamarli “Bujutsu degenerato che è stato ridotto a sport atletici”.

Naturalmente, dato che gli atti di violenza a cui si assiste di routine nella nostra società in generale non sono cambiati poi così tanto dai tempi antichi, c’è anche il fatto che Bujutsu così com’è possa essere utile come tecnica di autodifesa. Inoltre, anche con le guerre moderne, così altamente progredite, che non prendono forma e sono difficilmente visibili, dato che alla fine si tratta di guerre di intenzione fra esseri umani in carne ed ossa, dato che i concetti base del conoscere se stessi e il proprio avversario, del distruggere le sue capacità di combattimento e il suo spirito non sono molto cambiati, il ruolo del Bujutsu per ottenere una sensazione di base concreta ma invisibile, inudibile, per così dire di combattimento senza forma, diventa oggi particolarmente importante.

Ed ancora, anche se sono stati sviluppati nuovi metodi di attacco e si ricercano nuovi modi per affrontarli, le basi di tutto ciò sono ancora disponibili nelle tattiche del Bujutsu. Guardando alla sua storia, appare chiaro che la creatività di un genio del Bujutsu che trascende la sua epoca ha avuto origine dall’interno dell’allenamento del Bujutsu che esisteva allora.

budoLa ricerca del Budo

Il Budo contemporaneo ha bisogno di un Bujutsu che sia utile oggi. Per ottenerlo è necessario derivare dalla pratica del Bujutsu esistente le tecniche di combattimento ed i princìpi che possono essere rivitalizzati oggi e prepararsi ad applicarli in futuro. A questo scopo è essenziale una chiara comprensione dei tempi e delle circostanze. L’acquisizione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche moderne è diventata indispensabile per un ulteriore sviluppo del Bujutsu. La selezione di metodi e mezzi (tecniche) cambia ad ogni occasione a seconda di cosa riteniamo essere lo scopo della nostra vita, in altre parole a seconda del modo in cui cerchiamo la spiritualità.

Per non parlare di quando lo spirito va messo in pratica, un’azione omnicomprensiva in cui varie selezioni vanno rivalutate per ottenere un Michi risoluto. In base a tutto ciò, possiamo elencare i tre punti fondamentali da seguire se si ricerca il Budo al tempo d’oggi:

1) ricerca dei propri valori spirituali / implementazione del Bushido nei tempi odierni

2) coltivare uno spirito forte che trascenda vita e morte, selezionare ed acquisire metodi e mezzi per portare avanti il proprio stile di vita / allenamento al Bujutsu, acquisire la tecnologia, ecc.

3) comprensione delle attuali circostanze e avvenimenti, partecipando alla pianificazione di azioni e movimenti per la nazione e per la società.

Penso che la ricerca del sapere, il coltivare uno spirito forte, acquisire metodi e mezzi, comprensione degli avvenimenti attuali, partecipare a movimenti per la società, siano cose che le persone coinvolte nel combattimento avevano in comune in ogni era; ed è tutto questo che può essere chiamato pratica e implementazione del Budo.

Il Budo non è separato dalla realtà, non si occupa solo di spiritualità. Il suo vero scopo è ricercare i mezzi per metterlo in pratica osservando la situazione. Non è soltanto una tecnica atletica di uno sport. Ne consegue che la mia idea di base sia che l’allenamento al Budo debba essere continuamente rivisto sia nella dimensione spirituale che in quella tecnica, mantenendo la tensione tipica del combattimento reale.

Comunque allo stato attuale il Budo si è allontanato molto dalla nobile tradizione culturale dei giapponesi, ha dimenticato lo spirito del Bushido, che è l’essenza dell’anima del Giappone (Yamatodamashii), e di conseguenza sta degenerando in una forma di sport atletico.

Ripristinare il vero Budo

dojoNegli attuali programmi scolastici esistono corsi sportivi di Budo che comprendono Judo, Kendo, Kyudo, ecc. ma il vero Budo, l’essenza della coltivazione dello spirito giapponese, non viene insegnato. Nell’accezione generale il Budo viene inteso allo stesso modo della parola Jutsu (tecnica) ed è descritto come “Bujutsu agonistico”, che manca di spiritualità e subisce la continua sportificazione. Inoltre, anche se a livello sociale e culturale il Budo si è diffuso all’estero ed i praticanti aumentano, se si continua a tradurlo come “arti marziali” (tecniche di combattimento) ci si allontanerà sempre più dal significato originale. Parlando in termini di cultura e tradizione tutto ciò appare chiaro osservando i luoghi dove ci si allena, nient’altro che palestre senza Kamidana (in altre parole senza la ricerca della spiritualità).

Il Budo andrebbe ripristinato come cultura tradizionale nei tempi moderni, facendolo vedere per quello che era in origine, rendendo ben chiara la differenzae la relazione tra Jutsu e Michi, continuando ad allenarli entrambi. Se questo non sarà fatto, il Budo come cultura e tradizione del Giappone non sarà altro che una parola obsoleta.

Come resuscitare allora la vera essenza del Budo? Seguendo il Budo originale. Per prima cosa bisogna attenersi alle forme originali, studiando il cuore del Giappone, risvegliando il proprio, forgiando l’anima della nazione. L’allenamento comincia portando rispetto agli spiriti delle persone e delle divinità del Budo e ciò comprende l’etichetta e la lealtà tra insegnante ed allievo, così come quella tra gli allievi, nonché la ricerca del proprio Michi e la pratica del Bujutsu. Ed il luogo dove ci si allena sarà un Budojo che faccia da tempio alle divinità e che mantenga un aspetto pulito e silenzioso. Ma questi sono solo i requisiti minimi.

Se sia il cuore che l’anima sono andati perduti, il recupero delle tradizioni diventa sempre più difficile. Per poter restaurare l’essenza del Budo, per prima cosa bisognerebbe preservare le forme di allenamento che ancora rimangono, bloccandone l’ulteriore decadimento. Poi bisognerebbe cercare insegnanti che vivano nei tempi moderni mettendo il Budo in pratica, ed imparare da loro.

Allenarsi con continuità in tempi in cui il Bu(do) viene negato, perso di vista, anche generalmente ritenuto non indispensabile, è un lavoro duro, con difficoltà ben diverse da quando la ricerca si portava avanti nel bel mezzo della prosperità. Se si allenano mente e corpo se si coltiva uno spirito forte, se le tecniche vengono raffinate sotto un istruttore che ha attraversato tali difficoltà come quando il Budo tradizionale ci era negato sotto l’occupazione dopo la sconfitta in guerra, allora credo che potrà essere restituito alla gente il potere di fermare il decadimento attualmente in corso e di creare proattivamente la cultura del futuro.


Titolo originale: What’s Budo – Shiseikan dojo webpage

Traduzione dall’inglese a cura di Pasquale Robustini


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